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Immobiliare | 02 aprile 2025, 08:00

Quando i vicini “rompono”: che fare?

Ogni mercoledì Montecarlonews dedica un articolo al settore immobiliare, perché essere informati è meglio. Una rubrica al “vostro servizio”

Menton, Vieux port

Menton, Vieux port

Se si viene disturbati da rumori provenienti dal proprio condominio o nelle vicinanze della propria abitazione, occorre conoscerne la causa e chi li genera: una persona, un animale o un impianto.

Possono essere sanzionati se costituiscono un disturbo anomalo, sia di giorno che di notte.

Questi i passi da intraprendere per far cessare le molestie (o almeno tentarci…)..

I disturbi del vicinato si riferiscono a molestie o disagi anomali causati da un vicino. Il disturbo è di tipo sonoro quando deriva da attività professionali o da rumori domestici.

Può trattarsi di rumori causati da:

  • Un individuo (o più persone), locatario o proprietario di un’abitazione (grida, tacchi, canto, feste)
  • Un oggetto (strumento musicale, impianto hi-fi, televisore, utensili da bricolage o giardinaggio, petardi, pompa di calore, turbina eolica, elettrodomestici)
  • Un animale (versi, abbai).


Per essere considerato un disturbo anomalo del vicinato, il rumore deve superare i normali disagi della vita in comunità.

Le molestie sonore possono essere sporadiche (ad esempio una festa) o ripetitive (abbai, musica ad alto volume), sia di giorno (7 - 22) che di notte (22 - 7).

Tre criteri principali determinano l’anomalia di un rumore:

  • L’intensità, ovvero la gravità del disturbo causato
  • La durata e la ripetizione, poiché un disagio occasionale è meno frequentemente considerato un disturbo rispetto a uno ricorrente
  • Il contesto locale (zona urbana o rurale, area residenziale o professionale). Ad esempio, un rumore tollerabile in un’area urbana densa può essere considerato anomalo in un quartiere tranquillo.


Ecco le tappe da seguire per affrontare il problema.
1. Parlare con l’autore delle molestie
Prima di tutto, è consigliabile rivolgersi direttamente all’occupante dell’abitazione (proprietario o inquilino) da cui provengono i rumori, esprimere il proprio disagio e chiedere di cessare le molestie.

2. Inviare una lettera semplice
Se il problema persiste, occorre inviare una lettera semplice, in cui si riportano:

  • L’origine del disturbo (ad esempio, l’abbaiare di un cane o l’uso di strumenti da bricolage)
  • Il disagio arrecato nella vita quotidiana (ad esempio, compromissione della tranquillità o della salute)
  • La necessità di far cessare la molestia.

Si consiglia di raccogliere il maggior numero possibile di prove a supporto della lettera.

3. Inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno
Se l’autore del disturbo continua a non agire, è necessario inviargli una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, mettendolo in mora affinché cessi il rumore.

Questa lettera deve contenere le stesse informazioni della precedente.
Nota:
Il proprietario dell’immobile è responsabile del comportamento e delle molestie causate dal suo inquilino. Pertanto, se il responsabile è un affittuario, è necessario inviare una lettera raccomandata anche al proprietario, chiedendogli di adottare misure adeguate.

4. Se si tratta di un condominio, avvisare l’amministratore
Se il disturbo proviene da un appartamento in un condominio, è opportuno verificare il regolamento condominiale, che potrebbe vietare rumori molesti.

Se l’autore del disturbo non rispetta il regolamento, è necessario segnalare la situazione all’amministratore, che deve intervenire per far rispettare le norme e tutelare la quiete degli inquilini.

5. Avvisare il sindaco
È importante verificare se esistono ordinanze comunali o prefettizie sul rumore, ad esempio limiti orari per l’uso di attrezzi da giardinaggio o bricolage (tagliaerba, motosega, trapano, ecc.).
Se il responsabile del disturbo non rispetta queste disposizioni, bisogna avvisare il sindaco con qualsiasi mezzo (e-mail, lettera).

6. Ricorrere a un ufficiale giudiziario
Si può chiamare un ufficiale giudiziario per redigere uno o più verbali di constatazione.
Il verbale è un documento ufficiale e imparziale che descrive la situazione e può includere fotografie, registrazioni audio o video, nonché misurazioni del livello sonoro. Questo documento sarà utile in un eventuale ricorso legale.

7. Tentare una conciliazione

Se le molestie persistono, è possibile cercare una soluzione amichevole con:
Un conciliatore di giustizia (procedura gratuita)
Un mediatore (procedura a pagamento)
Una procedura partecipativa (a pagamento, con l’intervento di un avvocato).

8. Cosa chiedere al giudice?
Se tutti i tentativi precedenti falliscono, è possibile avviare un’azione legale per richiedere:
La cessazione delle molestie, eventualmente con penali
Il giudice può ordinare misure per eliminare il disturbo, come l’insonorizzazione dell’abitazione.
Il risarcimento del danno subito
Il giudice può condannare il responsabile a pagare danni materiali (ad esempio, la svalutazione di un immobile) e morali (compromissione della tranquillità).

La risoluzione del contratto d’affitto
L’amministratore condominiale o anche un condomino possono chiedere l’espulsione dell’inquilino responsabile del rumore.
Nota:
Prima di avviare un procedimento giudiziario, è obbligatorio tentare la conciliazione tramite un conciliatore, un mediatore o una procedura partecipativa.

Qual è il tribunale competente?
La competenza del tribunale dipende dal tipo di causa:
Per un procedimento d’urgenza o per una controversia di importo indeterminato o superiore a 10.000 euro, il tribunale competente è quello del luogo di residenza del responsabile del disturbo.

È obbligatorio farsi assistere da un avvocato.





Beppe Tassone

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